Funghi e sicurezza alimentare, occhio alle fake news

funghi e sicurezza

Funghi e sicurezza, occhio alle fake news, in particolare relative alla loro tossicità. Perciò il Ministero della Salute ha precisato che la tossicità di un fungo di specie tossica non può essere eliminata con trattamenti empirici come “togliere la pellicina che lo ricopre” ovvero la cuticola del cappello o altre parti. Non solo. Le specie fungine tossiche, con particolare riferimento a quelle potenzialmente mortali, rimangono tossiche anche dopo la cottura o altri trattamenti che possono essere effettuati a livello casalingo.

Funghi e sicurezza, occhio alle fake news

Le variazioni della tossicità nell’ambito della stessa specie sono generalmente irrilevanti, per cui in linea di massima non è vero che una specie può rivelarsi più o meno tossica. In ogni caso le eventuali variazioni dei contenuti di tossine non sono determinati da fattori individuabili dal raccoglitore e nemmeno dal micologo. Come per esempio lo stadio di maturazione. E’ quindi errato affermare che i funghi giovani sono meno tossici di quelli maturi. Inoltre non si può parlare genericamente di funghi velenosi come se fossero tutti uguali. In quanto le tossine presenti nelle diverse specie sono chimicamente diverse e hanno differenti effetti, anche a seconda delle dosi ingerite, nell’organismo umano; ad esempio non si può indicare un fungo velenoso definendolo semplicemente “Amanita”. In quanto esistono numerose specie tossiche nel genere Amanita, con tossicità fra loro molto differenti.

Richiedere informazioni

Si raccomanda, quindi, per il riconoscimento della specie dei funghi raccolti. Così di chiedere sempre informazioni sulla loro eventuale tossicità ai micologi operanti nel nostro territorio, presso gli Ispettorati micologici delle ASL territorialmente competenti.