Olio straniero in Italia in crescita del 5%

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L’olio straniero in Italia ha registrato una crescita del 5%. Nell’ultimo anno sono state superate le 700 milioni di bottiglie su scaffali di supermercati, negozi e discount con allarme sulla qualità del prodotto portato in tavola dagli italiani. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’ultima indagine del mensile Il Salvagente. Questa svela che ben 7 miscele di oli stranieri venduti come extravergini sui 15 analizzati al panel test sono risultati essere dei semplici oli di oliva vergine. In pratica si fa pagare di più ai consumatori un prodotto che invece può valere fino alla metà del prezzo indicato. Ha una qualità inferiore in un momento storico in cui i consumi delle famiglie italiane di olio d’oliva sono in crescita del +9,5% secondo l’Osservatorio Immagino sull’onda del successo della Dieta Mediterranea proclamata patrimonio culturale dell’umanità dall’Unesco.

Olio straniero in Italia in crescita del 5%

Un olio per essere definito e venduto come extravergine deve rispettare i parametri chimici previsti dalla normativa. E superare la prova del panel test, obbligatoria per legge dal 1991 e condotta da assaggiatori esperti e allenati, senza presentare difetti organolettici. L’attribuzione anche di una sola nota negativa dagli assaggiatori accreditati ne decreta il declassamento, ad esempio dalla categoria “extravergine” a quella inferiore di “vergine”.

Nove su dieci consuma extravergine

In Italia 9 famiglie su 10 consumano olio extravergine d’oliva tutti i giorni. Con una crescente attenzione verso il prodotto di qualità che ha favorito la nascita di corsi e iniziative. L’Italia è il primo consumatore mondiale di olio di oliva con una media negli ultimi 5 anni di 504 milioni di chili. Ci seguono la Spagna con 483 milioni di chili e gli Stati Uniti con ben 320 milioni di chili. A sostenere la domanda mondiale sono certamente gli effetti positivi sulla salute associati al consumo di olio di oliva provati da numerosi studi scientifici che hanno fatto impennare le richieste di quel segmento di popolazione che nel mondo è attento alla qualità della propria alimentazione.

Prodotti Made in Italy

Con l’82% degli italiani che con l’emergenza Covid sugli scaffali cerca prodotti Made in Italy per sostenere l’economia ed il lavoro del territorio, il consiglio è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi. Così come guardare con più attenzione le etichette. E acquistare extravergini a denominazione di origine Dop e Igp. Ossia quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane. Oppure acquistare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica. In sostanza dove è possibile assaggiare l’olio EVO prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive.