Panettone artigianale, tre leggende antiche sulle sue origini

panettone artigianale

Quali sono le origini del panettone artigianale? Esistono alcune leggende sulle quali sarebbe stato costruito il successo di questo tipico dolce delle feste.

Panettone artigianale: il ciocco

La prima rivela che in origine, alcuni secoli fa, questo dolce non era nient’altro che un grosso pane, alla preparazione del quale doveva sovrintendere il padrone di casa, che prima della cottura vi incideva col coltello una croce in segno di benedizione. Il grosso pane veniva poi consumato dalla famiglia solennemente riunita per la tradizionale cerimonia natalizia “del ciocco”. Il padre, o il capo di casa, fattosi il segno della croce, prendeva un grosso ceppo, solitamente di quercia, lo adagiava nel camino, vi poneva sotto un fascetto di ginepro ed attizzava il fuoco. Versava il vino in un calice, lo spruzzava sulle fiamme, ne sorseggiava egli per primo poi lo passava agli altri membri della famiglia che, a turno, l’assaggiavano.

La leggenda continua…

Il padre gettava poi una moneta sul ceppo che divampava e successivamente distribuiva altre monete agli astanti. Infine gli venivano presentati tre grandi pani di frumento. Ed egli, con gesto solenne, ne tagliava solo una piccola parte, che veniva riposta e conservata sino al Natale successivo. Il ceppo simboleggiava l’albero del bene e del male, il fuoco l’opera di redenzione di Gesù Cristo; i pani, progenitori del panettone, simboleggiavano il mistero della Divina Trinità.

Alla corte degli Sforza

Una seconda leggenda ci porta indietro nel Medioevo. Siamo alla corte di Ludovico Sforza e, come ogni Natale, sta per essere servito in tavola, per il signore di Milano e per i suoi magnifici ospiti, un sontuoso banchetto. Un famoso cuoco al servizio di Ludovico, sta facendo in modo che tutto vada per il verso giusto. I piatti si susseguono accompagnando gli ospiti verso il meraviglioso dolce a chiusura della cena. Il cuoco ha provveduto di persona a curare l’impasto di questo importante dolce, la cui ricetta segreta si tramanda di padre in figlio all’interno della sua famiglia da secoli. Il signore di Milano è rimasto a bocca aperta davanti a questa meraviglia del palato.

La leggenda di suor Ughetta

Una terza leggenda, meno nota, racconta di suor Ughetta, cuoca di un povero convento, e di come decide di unire i pochi ingredienti rimasti nella cucina del monastero, per regalare alle suo consorelle un Natale un po’ più felice. Prende l’impasto del pane e aggiunge uova e zucchero. In una scansia trova anche un po’ di canditi e dell’uvetta. Per benedire quel pane natalizio vi traccia sopra, con il coltello, una croce. Le suore sono entusiaste della sorpresa e presto la notizia del pane del convento si sparge in tutta Milano. I cittadini cominciano così a fare offerte al convento (che non fu più povero) per portare a casa un po’ di quel pane speciale.